Il Piano Transizione 5.0 è un’iniziativa del Governo italiano che mira a sostenere la trasformazione digitale e sostenibile delle imprese. Il piano prevede una serie di incentivi, tra cui il credito d’imposta, per le aziende che investono in tecnologie innovative e soluzioni eco-sostenibili.
La circolare operativa Transizione 5.0, pubblicata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT) e dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), fornisce i dettagli tecnici e operativi per accedere a questi incentivi. Per maggiori dettagli, consulta il documento ufficiale disponibile qui.
Le imprese che investono in macchinari utensili e tecnologie per la transizione energetica possono ottenere un credito d’imposta fino al 45% dei costi sostenuti. Il credito d’imposta è determinato in base al risparmio energetico conseguito, che viene calcolato in base a una serie di parametri specifici.
Il calcolo del risparmio energetico è un processo complesso che richiede la valutazione di diversi fattori, tra cui:
Il tipo di tecnologia installata: diverse tecnologie hanno livelli di efficienza energetica differenti.
Il consumo energetico preesistente: il risparmio energetico è calcolato in base alla differenza tra il consumo energetico prima e dopo l’installazione della nuova tecnologia.
Le caratteristiche della macchina: la dimensione, l’età e le condizioni dell’impianto influenzano il risparmio energetico ottenibile.
Secondo l’articolo 10 del Decreto Ministeriale “Transizione 5.0”, il credito d’imposta viene calcolato in base agli investimenti fatti, fino a un massimo di 50 milioni di euro. Le aliquote aumentano in base al risparmio energetico ottenuto dal progetto di innovazione, come indicato nell’articolo 9 dello stesso decreto. Se i progetti prevedono investimenti superiori ai 50 milioni di euro per ciascun beneficiario, il beneficio viene calcolato considerando la riduzione totale dei consumi energetici del progetto, ma solo dopo che il progetto è stato completato, indipendentemente dai costi agevolabili.
La circolare operativa Transizione 5.0 fornisce le indicazioni e le formule per il calcolo del risparmio energetico per diverse tipologie di interventi.
Riportiamo qui la tabella presente nella Circolare Operativa con le percentuali di incentivo in funzione del risparmio energetico:
| Risparmio energetico: | 5÷10% | 10÷15% | oltre 15% |
|---|---|---|---|
| spesa < 2.500.000 € | 35% | 40% | 45% |
| spesa < 10.000.000 € | 15% | 20% | 25% |
| spesa < 50.000.000 € | 5% | 10% | 15% |
La percentuale di risparmio va calcolata, quando e dove possibile, misurando direttamente i consumi relativi non alla macchina in sé, ma al processo produttivo nel suo complesso. Ad esempio, se il vecchio macchinario consuma 100 kWh per produrre 1.000 pezzi, e il nuovo macchinario consuma 130 kWh ma produce 2.000 pezzi. È possibile accedere agli incentivi Transizione 5.0 poiché la quantità di energia consumata per pezzo prodotto è inferiore, nonostante la potenza installata sia superiore.
In caso di un macchinario nuovo, che non viene installato in sostituzione ad un processo produttivo confrontabile e misurabile, bisognerà calcolare il risparmio energetico in modo teorico. Il richiedente dovrà presentare come paragone la media dei consumi di tre macchine utensili nuove equivalenti, che siano disponibili sul mercato nei 5 anni precedenti alla domanda.
Per richiedere il credito d’imposta, le imprese devono presentare una domanda al GSE, corredata di tutta la documentazione necessaria. La domanda deve essere presentata entro i termini stabiliti dalla circolare operativa.
Il GSE e le autorità competenti effettueranno controlli sulle imprese che richiedono il credito d’imposta. In caso di irregolarità, le imprese potranno essere sanzionate.
Il credito d’imposta Transizione 5.0 offre numerosi vantaggi alle imprese:
Sottolineiamo che, secondo quanto indicato dalla Circolare Operativa:
Nell’ambito degli investimenti di cui all’articolo 4, comma 1 del DM “Transizione 5.0” sono agevolabili gli investimenti in:
- beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui all’allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e caratterizzati dagli ulteriori requisiti previsti dal citato allegato;
- beni immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui all’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, inclusi i software relativi alla gestione di impresa se acquistati nell’ambito del medesimo progetto di innovazione che comprende investimenti in sistemi, piattaforme o applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (“Energy Dashboarding”).
Le macchine utensili Promecam rientrano al 100% tra i beni materiali incentivabili; inoltre possiamo fornire i software MES necessari a garantire l’interscambio dei dati tra ufficio tecnico e produzione.
Secondo quanto descritto dal comma B, puoi far rientrare nell’agevolazione anche l’installazione del nostro sistema di manutenzione predittiva e monitoraggio dei consumi WATT. Sarà quindi possibile abilitare anche le macchine utensili e gli impianti (aria compressa, generatore azoto, vernicatura, ecc) alla raccolta dei dati energetici, sempre all’interno del progetto incentivabile.
Il bonus fiscale può essere unito ad altri incentivi statali che coprono le stesse spese, a patto che la somma totale non superi l’importo effettivamente speso.
Attenzione: Non si può cumulare questo bonus con gli incentivi del Piano Transizione 4.0, né con quelli per le Zone Economiche Speciali (ZES) e le Zone Logistiche Semplificate (ZLS).
Per ottenere il bonus, è obbligatorio presentare delle certificazioni rilasciate da un esperto esterno. Queste certificazioni, che spiegano nel dettaglio come calcolare e verificare i risparmi energetici ottenuti grazie agli investimenti, sono state definite con un decreto del 24 luglio 2024.
Documenti necessari:
Per le piccole imprese, le spese per queste certificazioni possono essere recuperate fino a un massimo di 10.000 euro.
Oltre alla documentazione, è obbligatoria una certificazione rilasciata da un revisore legale dei conti. Questa certificazione serve a verificare che le spese sostenute corrispondano effettivamente a quelle indicate nei documenti contabili e che siano ammissibili per il credito d’imposta. Le imprese che non sono tenute per legge alla revisione contabile possono affidarsi a un revisore o a una società di revisione iscritti in un apposito registro. In questo caso, le spese sostenute per la certificazione possono essere recuperate fino a un massimo di 5.000 euro.
Le agevolazioni del Piano Transizione 5.0 sono distribuite nell’arco di cinque anni.
Questo significa che:
Le imprese hanno tempo fino alla fine del 2025 per:
È importante sottolineare che:
Ci pensiamo noi. Grazie alla collaborazione con un esperto di pratiche 4.0 e 5.0, possiamo guidarti e assisterti nel calcolo dei consumi e del risparmio energetico, nelle perizie, nella preparazione della documentazione, e nella presentazione delle pratiche.