Il 2025 per i costruttori italiani di macchine utensili è stato un anno di crescita fiacca (+1,5% di produzione a 6.420 milioni), risultato di un notevole calo dell’export (-13,2%$ a $3.710 milioni) bilanciato solo in parte da una forte ripresa del mercato interno (+20,5% il consumo, +32% le consegne nazionali).
La contrazione dell’export è stata diffusa, con flessioni significative in mercati chiave come Germania (-29,7%), USA (-8,1%) e India (-4,2%), a causa dell’instabilità internazionale, dei conflitti e delle tensioni commerciali (es. guerra dei dazi). Il dato export/produzione è sceso al 57,8%.
Le previsioni per il 2026 sono cautelative ma positive:
Il Presidente UCIMU, Riccardo Rosa, ha confermato che il 2025 è stato l’anno dell’inversione di tendenza ma ha criticato l’impatto negativo dell’export, zavorrato dalle crisi geopolitiche.
Mercato Interno e Incentivi: Rosa ha elogiato il recupero sul mercato interno, nonostante le criticità e i ritardi di Transizione 5.0, la cui chiusura anticipata è stata vista come un problema. Ha sottolineato l’importanza della pluriennalità (fino al 2028) e della semplicità burocratica dei futuri incentivi previsti nella Legge di Bilancio 2026 per permettere alle imprese di pianificare gli investimenti.
Strategie Internazionali: Sul fronte estero, l’associazione punta a rafforzare i legami con l’America Latina, criticando il potenziale blocco dell’accordo EU-Mercosur. Nuove iniziative sono attive in Brasile, Argentina, Cile, Messico e in Asia (India e Sud Est asiatico), considerate aree in forte crescita. In Europa, l’auspicio è che l’UE intervenga per correggere la transizione green in senso di neutralità tecnologica per sostenere l’industria manifatturiera.
Per maggiori informazioni: credit UCIMU https://www.ucimu.it/press/comunicati-stampa/v/2025/12/ucimu-sistemi-per-produrre-lindustria-italiana-della-macchina-utensile-archivia-un-2025-piuttos/